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Just Evolve – la campagna di CoorDown per la Giornata Mondiale della Sindrome di Down

20 Marzo 2026
  1. “JUST EVOLVE”. Smettiamo di usare le parole della disabilità per offendere.

21 marzo 2026 – Giornata Mondiale della Sindrome di Down. In questa occasione, CoorDown (il Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome Di Down) lancia la campagna di sensibilizzazione internazionale “JUST EVOLVE” per chiedere a ognuno di fare un salto culturale e di responsabilità: far diventare un lontano ricordo del passato le parole della disabilità usate per offendere. Cambiare, far evolvere il nostro linguaggio per produrre un cambiamento sostanziale in ogni comunità, è una chiamata all’azione per tutte le persone, aziende, media, scuole, istituzioni. Perché scegliere una narrazione più accurata e rispettosa non è solo un gesto di cortesia: è un atto che costruisce un mondo più equo e a misura di ognuno.

Perché

Cosa accade quando usiamo le parole della disabilità per offendere o per far ridere? Il problema non è “una parola sbagliata”. Il problema è l’immaginario abilista che il linguaggio alimenta e riproduce: nella vita quotidiana, nei media, nelle istituzioni. Quando la disabilità viene usata come insulto, come metafora per degradare, come dispositivo narrativo per far ridere, le persone vengono ridotte a simboli e scorciatoie emotive. E questo ha conseguenze concrete: rafforza stereotipi, legittima discriminazioni, rende più difficile se non impossibile la piena partecipazione alla vita sociale.

Ogni cultura possiede il proprio vocabolario dell’esclusione. Nel mondo anglosassone, si usa il termine “retarded” (conosciuto anche come ‘R-word’ per chi vuole evitare di pronunciarlo). In Italia, espressioni come “ritardato” o “mongoloide” portano con sé lo stesso carico di stigma. Al di là delle specifiche differenze linguistiche, questi termini non sono neutri né “solo battute”: producono un danno reale sulle persone con sindrome di Down e, più in generale, su tutte le persone con disabilità.

La Campagna JUST EVOLVE.

Invertire la direzione del linguaggio abilista è possibile: se è stato possibile abbandonare “vecchie abitudini” oggi ritenute obsolete perché non possiamo farlo con le parole che fanno male?

Da qui prende le mosse il film “JUST EVOLVE”, con un tono sarcastico e arguto il protagonista – un giovane con sindrome di Down – spiega a un uomo fiero della propria “libertà d’espressione” il motivo per cui “parola con la R” non andrebbe più usata.

Sullo schermo si avvicendano esempi storici disgustosi, assurdi, crudeli di quali usanze gli esseri umani praticavano nel passato e che oggi sono solo un ricordo – come lavare il bucato con l’urina, applicare sopracciglia con pelo di topo oppure, vendere la propria moglie al mercato. Così come ci siamo lasciati alle spalle quei comportamenti si può smettere di usare la “parola con la R” e tutte le altre parole offensive sulla disabilità, basta evolversi e andare avanti. Perchè se la si continua a usare – come appare nel film – allora è come continuare a lavare i panni con l’urina!

Martina Fuga, Presidente di CoorDown dichiara: «Siamo consapevoli che il 90% delle volte che le persone usano queste parole non è per offendere direttamente le persone con disabilità. Ma il loro utilizzo contribuisce a creare un contesto culturale che associa la disabilità a incapacità, fallimento e marginalità. Le parole che scegliamo modellano la realtà sia quella degli altri che la nostra percezione di essa, possono includere o escludere e chiarire o confondere. Vogliamo chiedere a ogni persona che ancora oggi pronuncia queste espressioni dannose di smettere. Non perché “non si può più dire niente”. Ma perché appartengono al passato».

Leggi il Comunicato Stampa di CoorDown: https://www.coordown.it/just-evolve-smettiamo-di-usare-le-parole-della-disabilita-per-offendere

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La Giornata Mondiale sulla sindrome di Down è un appuntamento internazionale – sancito ufficialmente da una risoluzione dell’ONU — nato per diffondere una maggiore consapevolezza e conoscenza sulla sindrome di Down, per creare una nuova cultura della diversità e per promuovere il rispetto e l’inclusione nella società di tutte le persone con sindrome di Down. La scelta della data 21/3 non è casuale: la sindrome di Down, detta anche Trisomia 21, è caratterizzata dalla presenza di un cromosoma in più – tre invece di due – nella coppia cromosomica n. 21 all’interno delle cellule.
Il tema scelto per il 2026 è il problema della solitudine. Con lo slogan Together Against Loneliness si racconta che la solitudine è un problema serio per le persone con sindrome di Down, non solo una sensazione triste. È dannosa per la salute mentale e fisica. Al centro della Giornata gli esempi di come la vera inclusione possano essere la risposta.
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La Cooperativa Vite Vere si unisce a CoorDown per dire che evolvere è possibile, e che ognuno di noi può farne parte.

Le parole che scegliamo ogni giorno hanno il potere di includere, valorizzare e costruire una cultura più giusta. Evolvere il nostro linguaggio è un gesto concreto di rispetto verso tutte le persone con disabilità, e un passo reale verso una società in cui ognuno abbia pieno spazio e dignità.

Come esseri umani abbiamo già dimostrato di saper lasciare alle spalle ciò che non ci rappresenta più. Questa è un’altra occasione per farlo, insieme, come comunità.

Perché il futuro si costruisce con le parole giuste.

#JustEvolve #WorldDownSyndromeDay #WDSD26

Cosa puoi fare tu, oggi?

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