Logopedia
Che cos’è la logopedia?
Il termine “logopedia” deriva dal greco logos (“parola”) e paideia (“educazione”) e indica quindi originariamente la disciplina che si occupa dell’educazione e della correzione dei difetti del linguaggio. Nel tempo tuttavia l’ambito di intervento logopedico si è ampliato e allo stato dell’arte attuale è più corretto definire la logopedia come la disciplina clinica specialistica che si occupa dello studio, della prevenzione, della valutazione e della cura dei disturbi del linguaggio orale, della comunicazione verbale e non verbale, della fluenza verbale, del linguaggio scritto (lettura e scrittura e, per traslato, del calcolo), della voce, delle funzioni orali, della deglutizione in tutte le fasi della vita, dall’epoca neonatale all’età senile.
In cosa consiste la valutazione logopedica?
La valutazione logopedica è il processo clinico specialistico volto all’analisi e alla comprensione delle abilità di pertinenza logopedica che necessitino di un inquadramento specifico mediante la somministrazione di test standardizzati e questionari, o mediante osservazione clinica diretta. La fase di valutazione è finalizzata a ottenere un profilo delle abilità analizzate utile a un eventuale successivo inquadramento diagnostico, alla stesura di un bilancio logopedico e di un eventuale piano riabilitativo mirato.
L’ITER della valutazione logopedica consiste in:
- Un iniziale primo colloquio conoscitivo anamnestico con il paziente o con i genitori del paziente;
- La valutazione diretta del paziente in seduta logopedica mediante la somministrazione di test o l’osservazione clinica
- L’analisi dei dati standardizzati emersi dalla somministrazione dei test o dalla compilazione di questionari consegnati ai genitori: A partire dagli 8 mesi di vita è possibile indagare lo sviluppo comunicativo-linguistico del bambino consegnando ai genitori il Questionario MacArthur-Bates.
- A partire dai 19 mesi è possibile iniziare anche a somministrare al bambino test standardizzati come il PinG – Parole in Gioco.
- Esistono batterie che vanno a valutare in modo trasversale tutte le competenze linguistiche in comprensione e in produzione a tutti i livelli (fonetico-fonologico, lessicale, semantico, morfologico, sintattico, narrativo, pragmatico), come la BVL 4-12 – Batteria per la Valutazione del Linguaggio in bambini dai 4 ai 12 anni e il TVL – Test di Valutazione del Linguaggio, livello prescolare. Altri test indagano invece una singola abilità linguistica, come la produzione fonetico-fonologica (PFLI – Prove per la Valutazione Fonologica del Linguaggio Infantile, Test di Articolazione Fanzago, FON-FUN – Fonologia in Gioco), la comprensione lessicale (Peabody), la comprensione morfo-sintattica (TROG-2, TCGB), la comprensione narrativa e (TOR – Test di Comprensione del Testo Orale), la comprensione orale del testo scritto CO-TT – Comprensione Orale).
- E’ di competenza del logopedista valutare anche le competenze metafonologiche e i prerequisiti di lettura e scrittura con test quali il CMF – Valutazione delle Competenze Metafonologiche e il PRCR-2 – Prove di Prerequisito per la Diagnosi delle Difficoltà di Lettura e Scrittura.
- La stesura di una relazione logopedica che inquadri i risultati emersi e osservati tenendo conto anche delle informazioni anamnestiche e che faccia emergere un profilo di funzionamento in base al quale andare poi a individuare gli obiettivi, i tempi e le modalità di intervento.
- Un colloquio di restituzione con il paziente o i genitori per stabilire l’eventuale successiva presa in carico riabilitativa.
Trattamento
Una volta stabiliti gli obiettivi del trattamento logopedico grazie alla fase di valutazione, inizia il percorso di trattamento vero e proprio, generalmente individuale, con sedute della durata di 45 minuiti e frequenza mono o bisettimanale, di durata variabile a seconda delle necessità del paziente e dell’evoluzione, che viene monitorata periodicamente con delle sedute di rivalutazione.
Attraverso attività mirate di tipo più o meno strutturato e adeguate all’età e alle caratteristiche del paziente, si lavora a tavolino sugli obiettivi stabiliti.
Non si tratta solo di “esercizi” da svolgere con materiale cartaceo o software dedicati, ma anche di attività di natura ludica pensate per perseguire gli obiettivi del trattamento in modo motivante e coinvolgente e che contribuiscano a rinforzare la fiducia del bambino nei confronti di se stesso e del logopedista.
Può essere concordato con i genitori lo svolgimento guidato di alcune attività a casa tra una seduta e la successiva.
Sono altrettanto preziosi consigli su strategie indirette grazie alle quali i genitori saranno in grado di stimolare le abilità del bambino in modo naturalistico.
Consulenza logopedica precoce
Sempre di più in ambito internazionale ci si sta rendendo conto dell’importanza della consulenza logopedica anche nei primi mesi di vita (0-12 mesi).
Nei primi mesi di vita la logopedia non ha un carattere “riabilitativo” in senso stretto, ma prevalentemente preventivo, osservativo e di accompagnamento alla genitorialità. In questa fase il logopedista si concentra sullo sviluppo precoce della comunicazione e delle funzioni orali, sostenendo il bambino e la famiglia nella costruzione delle basi per un adeguato sviluppo linguistico e relazionale.
Può essere indicata nei seguenti casi:
- difficoltà di alimentazione o allattamento;
- scarso interesse comunicativo o scarsa reattività agli stimoli;
- ridotta produzione di vocalizzi;
- prematurità o ricoveri neonatali prolungati;
- condizioni neurologiche o sindromiche;
- malformazioni cranio-facciali.
Nei primissimi mesi l’intervento logopedico è spesso indiretto e mediato dai genitori: il logopedista fornisce indicazioni pratiche su come favorire la comunicazione e l’interazione quotidiana (modalità di parlare al bambino, tempi di risposta, giochi vocali e gestuali, posizionamento durante l’alimentazione).